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5 marzo 2010

I rimedi dallo stress da lavoro

Filed under: Uncategorized — itcomorg @ 17:02
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Esiste un’apposita branchia nella Psicologia detta Psicologia del Lavoro, e studia specificatamente i comportamenti dei lavoratori, dei dipendenti e di qualsiasi ambiente lavorativo. In questo articolo vediamo come gli psicologi del lavoro risolvono la notissima “stanchezza del lavoro” oppure, con termine attualissimo, il famigerato stress da lavoro. Negli ultimi quindici anni, questa piaga sociale si è dilagata a macchia d’olio, senza alcuna colpa in concreto nè da parte dei datori di lavoro, nè da parte dei dipendenti; analizzando vari casi di stress lavorativo, qualcuno ha tirato le prime somme ,molto in generale, nel criterio che lo stress da lavoro deriva da profonde sensazioni di solitudine e da disagi causati dalla non-accettazione di sè. Eh sì, ci può molto spaventare e deprimere una verità del genere, ma è la verità: lo sperimentiamo sulla nostra pelle ogni santo giorno, quando sul posto di lavoro sembri essere allontanato, schivato, deriso o magari falsamente apprezzato. Nessuno più conosce fino in fondo la persona con cui condividiamo la scrivania, l’ufficio, il cantiere, il piazzale o anche la Camera dei Deputati. Credete che i Deputati stessi, anche se sono ricchi sfondati, non abbiano anche loro forti crisi di solitudine e di angoscia? Spesso siamo fatti di alta moralità e dignità così come molto spesso siamo debolissimi, ci sentiamo pervertiti, facciamo i pervertiti. Che meccaniscmo si innesca in noi? Da cosa dipende? Da quale fattore dominante è scaturito? Qui sotto riporto un articolo che parla dei rimedi da stress da lavoro, preso da http://www.psiconline.it. L’articolo, denso di spiegazioni recniche, ha la particolarità di far capire alle persone i molti mali dello stress lavorativo.

Stress da lavoro: i rimedi

Un numero crescente di ricerche ha messo in evidenza l’effetto negativo dello stress da lavoro sia sul numero di incidenti nel corso dell’attività lavorativa che sulla salute fisica e psichica del lavoratore, in particolare sul rischio di incorrere in malattie cardiovascolari. Uno studio finlandese (1) ha riscontrato addirittura un rischio doppio di decessi per malattie cardiovascolari in lavoratori stressati che non presentavano nessun altro fattore di rischio per tali patologie.

Ormai tutti concordano che alla base dello stress da lavoro vi sia un’interazione tra fattori organizzativi e fattori personali, vediamo però nello specifico quali possono essere le cause di tale stress secondo due modelli recenti e secondo la Commissione Europea.Secondo il modello dell’Aggravio di lavoro- Job strain model (2)- lo stress lavorativo sarebbe causato soprattutto dalla combinazione di un eccessivo carico di lavoro e una scarsa possibilità di controllo sui compiti da svolgere. Quindi seppure in presenza di un carico di lavoro pesante, un lavoratore potrebbe non sentirsi stressato se percepisse di poter gestire nella maniera più opportuna tale carico.Il modello dello Squilibrio tra sforzo e ricompensa – Effort-rewards imbalance model (3)-ipotizza che lo stress lavorativo si riscontri in presenza di un elevato impegno da parte del lavoratore associato ad una scarsa ricompensa. Laddove con il termine ricompensa si intende un guadagno economico, approvazione sociale, stabilità lavorativa e opportunità di carriera.Secondo la Commissione Europea; Direzione generale occupazione e affari sociali (4) i fattori più comuni che possono determinare stress legato all’attività lavorativa sono; • Quantità di lavoro da eseguire eccessiva oppure insufficiente

• Tempo insufficiente per portare a termine il lavoro in maniera soddisfacente sia per gli altri che per se stessi

• Mancanza di una chiara descrizione del lavoro da svolgere o di una linea gerarchica

• Ricompensa insufficiente, non proporzionale alla prestazione

• Impossibilità di esprimere lamentele

• Responsabilità gravose non accompagnate da autorità o potere decisionale adeguati

• Mancanza di collaborazione e sostegno da parte di superiori, colleghi o subordinati

• Impossibilità di esprimere effettivamente talenti o capacità personali

• Mancanza di controllo o di giusto orgoglio per il prodotto finito del proprio lavoro

• Precarietà del posto di lavoro, incertezza della posizione occupata

• Condizioni di lavoro spiacevoli o lavoro pericoloso

• Possibilità che un piccolo errore o disattenzione possano avere conseguenze gravi.

Se nel nostro ambiente di lavoro si verifica anche solo una delle condizioni summenzionate è probabile che siamo dei lavoratori sotto stress, con tutti i rischi che ciò comporta per la nostra salute. Ovviamente per limitare le cause dello stress bisognerebbe agire a livello sia personale che organizzativo. Ma se ci sentiamo stressati e non sono in vista dei cambiamenti organizzativi nel posto in cui lavoriamo possiamo comunque fare qualcosa per stare meglio. Ecco alcuni suggerimenti:

1. Acquisiamo consapevolezza di cosa ci sta realmente stressando. Cerchiamo di identificare le fonti di stress, anche elencandole materialmente su un foglio. Quale aspetto della nostra vita lavorativa ci crea maggior sofferenza o tensione? Ci preoccupa di più? E’ su questo o questi aspetti che è urgente intervenire.

2. Informiamoci sui nostri diritti. Conoscere quali sono i nostri diritti come lavoratori ci fa sentire più “forti”. La conoscenza ci fornisce degli strumenti indispensabili per modificare le cose che non vanno intorno a noi. Se abbiamo dei dubbi, non esitiamo a rivolgerci alle fonti e alle persone giuste per chiarirci le idee (rivolgiamoci ai sindacati, consultiamo testi o siti internet sulla materia, rivolgiamoci ad esperti del settore)

3. Modifichiamo la valutazione cognitiva dell’ambiente. Prima di tutto riconosciamo la differenza tra le cose che possiamo controllare e quelle che non possiamo controllare. Chiediamoci come stiamo vivendo la situazione, se esistono modi alternativi si affrontarla. Se riteniamo la nostra realtà lavorativa immodificabile, cerchiamo di dare minore importanza agli eventi che ci accadono quotidianamente. Se il nostro capo ci bistratta perché ha un brutto carattere, non prendiamola come qualcosa di personale e soprattutto evitiamo di cadere nel circolo vizioso delle ripicche e dei dispetti (magari sotto forma di “dimenticanze” o di ritardi nella consegna del lavoro). Cerchiamo di mantenere comunque un atteggiamento professionale e distaccato.

4. Pianifichiamo le attività e utilizziamo il time management. Spesso ciò che ci stressa è semplicemente la “quantità” di lavoro. Impariamo a delegare tutto ciò che è delegabile e a distinguere tra cose importanti e cose urgenti. Faremo quindi prima le cose importanti e urgenti, poi quelle urgenti e non importanti, quelle importanti e non urgenti, e infine quelle né importanti, né urgenti.

5. Prendiamoci delle pause. Facciamo dei break nel corso della giornata, anche semplicemente per fare dei respiri profondi e sentire che la nostra mente si rilassa. Poi saremo in grado di tornare al lavoro con rinnovata energia e lucidità.

6. Prendiamoci cura del nostro corpo. Dedicarci ad una attività fisica regolare, curare la nostra alimentazione e prevedere degli adeguati periodi di riposi e la migliore cura anti-stress, sia esso lavorativo o di altro genere. In particolare, l’esercizio fisico costante libera endorfine endogene, una sorta di “droga naturale” che aiuta a sentirci meglio, e ci aiuta a prevenire sia i danni cardiovascolari che quelli muscolo-scheletrici dovuti allo stress lavorativo.

7. Pensiamo positivo. Prendiamo nota del lavoro fatto bene e ricompensiamoci in qualche modo. Poniamoci degli obiettivi a breve termine e sentiamoci soddisfatti quando li abbiamo raggiunti. Cerchiamo di non considerare le critiche come un attacco personale, pensiamo ad esse come ad un’opportunità per crescere nel nostro lavoro.

8. Rivediamo la scala di valori. Diamo il giusto peso a ciò che esiste al di fuori del lavoro: la famiglia, gli amici, altri interessi. Tutti ambiti in cui la situazione può essere migliore e le soddisfazioni compensare lo stress da lavoro.

9. Impariamo a coltivare lo humor, a ridere di noi.

10. Impegniamoci in attività esterne di gruppo. Gruppi di sport, di volontariato, associazioni culturali, possono fornirci quelle gratificazioni che ci mancano in ambito lavorativo.

11. Ricorriamo all’aiuto di un professionista esterno. Il counselling e la psicoterapia sono gli strumenti più utili per la risoluzione delle tensioni interne che danno origine allo stress.

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1 commento »

  1. Mi permetto di segnalare questo nuovo e interessante blog: http://psicoevoluzione.wordpress.com/
    Spero di non aver disturbato. Grazie per l’ospitalità e buona continuazione.

    Commento di psicoevoluzione — 30 gennaio 2011 @ 11:32 | Rispondi


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