Andiamo sempre appresso alle Parole-Chiave , ci impazziamo per trovare le Parole-Chiave azzeccate , cerchiamo di correre ogni giorno appresso al SEO e ci sforziamo come ingegnosi scienziati di monitorare i clicks verso il nostro sito .
Devo ammettere che chi davvero studia accuratamente il SEO e ragiona a lungo sull’uso delle Parole-Chiave fa ogni giorno un lavoro estenuante .
Ma perchè l’essere umano si è ridotto a questo ?
Pensaci un attimo :
noi siamo costretti a studiare i comportamenti e il linguaggio di una macchina , una macchina che risponde alle nostre ricerche , un Motore da cui preleviamo le risposte alle nostre domande .
Siamo costretti ad interagire costantemente con il Motore di Ricerca perchè ci sono folle immense di persone che oggi , come me e te , digitano nel Motore milioni e milioni di domande , cercano , chiedono , vogliono approfondire , vogliono trovare online ciò che una volta era scritto su libri o riviste .
Questo è il motivo per cui è nato il SEO …. Questo è il motivo per cui cerchiamo le Parole-Chiave maggiormente ricercate dalla gente .
Visibilità .
Il grande paradosso è che nei nostri studi di ottimizzazione noi tutti dipendiamo da una macchina che , se trova in una pagina web 2 o 3 parole identiche , associa il nostro sito ad un argomento , senza leggere o approfondire altre frasi o altre intere pagine che magari sono anche di grande valore …
E’ come se dentro ad una fioriera ci fossero cinque fiori e il Motore guarda solo due fiori che sono uguali , mentre gli altri tre sono ancora più belli e colorati e passano ugualmente inosservati !
Triste logica dei robot !
Eppure , vengono digitate milioni di domande al secondo proprio su quei Motori che danno risposte incomplete , insoddisfacenti , superficiali .
Continuiamo sempre di più ad affidarci alla macchina .
C’è da dire , però , che da quando è stato creato l’algoritmo “hypersearch” le cose sono un tantino migliorate :
l’ hypersearch ha migliorato le ricerche del 60% , specificatamente le ricerche fatte su Google .
E prima , allora , stavamo messi maluccio !
Infatti , prima che Massimo Marchiori , il padre di Google , progettasse questo algoritmo , i Motori di Ricerca premiavano soltanto le parole ripetute in un contesto e questo bastava per arrivare in cima ai risultati .
Il problema si poneva quando una persona cercava informazioni su una parola specifica : tra i primi risultati apparivano anche links che non c’entravano assolutamente nulla .
L’ hypersearch ha permesso a Google di “allargare” la visuale , per così dire :
è come se tu volessi fare una foto zoomando in primo piano sul viso della tua ragazza .
La foto viene bellissima e sai che quello che hai fotografato è il viso della tua ragazza , ma dalla foto non risulta dove stava , che gonna aveva , se stava seduta o in piedi , qual’era il paesaggio intorno …
Allo stesso modo l’ hypersearch , basato sulle relazioni con altre pagine web , amplifica i dettagli delle informazioni in modo più completo .
E grazie all’hypersearch è nata anche la mitica link popularity , che viene premiata da Google oltrepassando il semplicistico processo di parole ricorrenti in un testo .
Nonstante ciò, manca ancora qualcosa di fondamentale .
Il collegamento ad altri siti , dato che il 99% dei siti ormai è strapieno di links , viene usato molto spesso in modo eccessivo e fuori luogo : per questo motivo Google cerca di accontentare un po’ tutti , ma in buona sostanza non riesce ad approfondire ancora quasi nulla .
C’è anche da considerare che il Motore non ce la fa proprio ad effettuare una ricerca sull’intero Web , ma solo sul 25% delle pagine del Web Superficiale .
Con questi dati , mi pare ovvio chiamarlo il “Motorino” ( anzichè il Motore ) di Ricerca !
A questo punto il passo successivo per migliorare i contenuti delle risposte a tutte le nostre domande sarà la creazione del Web Semantico :
questo termine , coniato da Tim Berners-Lee , rappresenta la rivoluzionaria trasformazione del Web in cui tutti i documenti online verranno letti dai Motori di Ricerca in modo interpretativo , mediante una logica di interrogazioni approfondite dei contenuti .
La parola “ semantico” , infatti , vuol dire semplicemente “che analizza il significato delle parole” .
In questo tipo di Web non ci sarà più l’associazione semplicistica di due ideogrammi uguali in un testo , ma molto di più : una vera e propria analisi dei significati , che consentirà ad ogni ricerca una risposta perfettamente focalizzata .
Mi viene da pensare , dunque , che tutti i contenuti di domani dovranno necessariamente avere un grande valore intrinseco , altrimenti verranno scartati all’istante dal Motore di Ricerca !
Già immagino la nascita di un nuovo tipo di SEO , non più fondato sulle Parole-Chiave ma sullo studio semantico del contesto totale .
E già vedo nella mia testa il nuovo Web 3.0 , interamente fondato sul sostanziale scambio di informazioni ricchissime che provocherà un mutamento enorme nei canali sociali che usiamo oggi .
Forse nasceranno nuovissimi Social Networks che ridurranno al nulla quelli attuali .
Fantascienza ? Ma no !
Forse solo all’apparenza , come in questo video qui sotto :
E tu come pensi che cambieranno i Social Media , i Motori di Ricerca e i Siti Web nei prossimi anni ?





